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900 ANNI FA
Un giorno d'estate dell'anno del Signore 1111.
EST; mentre tracciava con la calce bianca sulle porte della città quelle lettere, il Servo Martino aveva ancora in bocca il sapore del frizzante moscatello che il villano gli aveva offerto nel fresco della sua cantina.
Pensava al suo padrone, il vescovo Johannes Defuk che tra poco lo avrebbe raggiunto dopo avergli dato l'incarico di indicare con un EST la città dove avesse trovato vino buono.
Erano partiti dalla baviera con una scorta di buona birra, ma il vino è un'altra cosa, pensava Martino, e quello di Montefiascone era eccezionale!
Non bastava un EST e nemmeno due ad indicarne la bontà e così tracciò altri due EST accanto a quello già scritto.
Sedette all'ombra del leccio che sovrastava la porta della città quando avvertì un lontano rullìo di tamburi che annunciava l'arrivo dell'Imperatore Enrico V, diretto a Roma per essere incoronato dal Papa Pasquale II.
Al suo seguito nobili, ecclesiastici, cavalieri accompagnati dalle loro dame e dai loro servitori. Era stato un viaggio lungo e faticoso ma la città eterna era ormai vicina e quel vino così buono era senz'altro il miglior viatico per la giornata solenne dell'incoronazione.
Vide avanzare il suo padrone sulla mula bianca e gli andò incontro facendogli un complice cenno di intesa; il corteo si arrestò sull'ampio ed ombroso giardino davanti alla porta principale della città e, mentre i servitori montavano le tende per la notte, Defuk vide la scritta di Martino ed un gran sorriso illuminò il suo volto incorniciato da una ispida barba rossastra; insieme al fedele servitore visitò le innumerevoli cantine che si aprivano sulla via principale della città; bevve il vino che gli veniva offerto e ad ogni sosta e ad ogni bevuta pensava che la scritta di martino non poteva essere più appropriata.
La notte dormì saporitamente e l'indomani, quando il corteo imperiale riprese il cammino pensò bene di non lasciare quel luogo di delizie; avrebbe aspettato il ritorno del suo imperatore per tornare insieme in Baviera; ma quando, dopo qualche mese il corteo imperiale, tornando da Roma, fece sosta a Montefiascone, Defuk aveva definitivamente rinunciato alla fredda Baviera ed alla sua birra per il dolce clima della Tuscia e per il prelibato vino di Montefiascone.
Furono due anni indimenticabili, costellati da bevute interminabili, troppo interminabili!!!
Una mattina di Ottobre, mentre una lunga fila di asini con i suoi basti i bigonci ricolmi di uva appena raccolta, risaliva l'irto pendio di Valle Perlata, Defuk si addormentò per sempre lasciando le sue sostanze agli abitanti di quella città che l'aveva ospitato tanto generosamente.
Riposa nella splendida Basilica di San Flaviano, sulla via Francigena, omaggiato ancora oggi dalla gratitudine della città che anche alla sua storia? leggenda? deve la sua fama.
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